giudizio

PACCIORETTI “ SUPER PARTES”? CHE VERGOGNA

EX SINDACO SOLANTI, SAMARATE CITTA’ VIVA, IDV, MEMBRI DEL CDA, PERSONE IMPEGNATE NELLA FONDAZIONE, VI INVITO A CHIEDERGLI LE DIMISSIONI

Che Paccioretti se ne esca con la frase “ sono il presidente di tutti”, penso sia un’affermazione grave e irrispettosa verso la città di Samarate.
Mi dispiace (e lo dico con tutto il rispetto che ho per coloro che danno del tempo alla cosa pubblica, compreso quelli che non stanno dalla mia parte), ma Paccioretti non può arrogarsi il diritto di dire certe bestialità. Sono d’accordo con Emilio nel dire che il presidente della fondazione Montevecchio, debba esprimere la condivisione di tutti, ma se non si trova questa persona, allora Lui deve rispettare LA DEMOCRAZIA, e la democrazia ( cioè il voto dei cittadini) ha detto in modo chiaro ( 59%) che la politica di Solanti è stata bocciata e con lui tutti gli uomini di sua nomina.
Allora è proprio a chi ha voluto salvare la faccia all’ex assessore Paccioretti, cacciato dalla ex maggioranza di centro sinistra , che mi rivolgo. Spieghi Solanti a Paccioretti che in politica bisogna avere un minimo di dignità ( nel mio modo di pensare bisogna averne tanta).
Sia Solanti ad invitare Paccioretti a dare le dimissioni da un posto che non può più essere il suo per esplicita richiesta dei cittadini di Samarate.
Io penso che Solanti abbia dimostrato di saper accettare la sconfitta politica, con grande dignità, restando seduto tra i banchi del consiglio comunale a difendere la sua politica locale
Dimostri Paccioretti di avere altrettanta dignità lasciando la presidenza della fondazione.
Paccioretti si autodefinisce “ presidente super partes”, siamo al delirio.
Mio caro Emilio lasciami dire che oggi non rappresenti più nemmeno la maggioranza che ti ha eletto, senza alcun confronto politico con l’allora minoranza.
Non riesco proprio a capire com’è che quando governano i “comunisti”, non devono confrontarsi con nessuno, e riempiono i posti esclusivamente con “ uomini di partito” e quando governano i moderati di centrodestra devono lasciare sempre posti alla minoranza.
Ho già avuto il piacere di spiegare a Paccioretti che la sua assoluta necessità di tenersi stretto il cadreghino della presidenza della Fondazione, provocherà una reazione negativa da parte della maggioranza nei confronti della fondazione stessa.
Allora l’invito, oltre che a Solanti, lo rivolgo a tutti i moderati presenti in consiglio comunale ( Samarate città Viva e IDV), si chieda a Paccioretti di rispettare la volontà dei cittadini e di dare le dimissioni da presidente della fondazione. Il rispetto del voto dei cittadini E’ UNA QUESTIONE DI ETICA POLITICA..

L’invito lo rivolgo anche al CDA della stessa fondazione, all’arch. Ilaria Ceriani , a Gianni Magnaghi, ma anche all’architetto Marco Introini: rispettate la volontà dei cittadini samaratesi, invitate il vs Presidente a dare le dimissioni, in alternativa depositate le vs dimissioni come membri del CDA.

Questa nuova amministrazione, nella voce del sindaco Tarantino e del vice sindaco Montani , ma anche di molti consiglieri ha espresso un giudizio positivo sul lavoro svolto da parte di tante persone impegnate in fondazione.
Se Paccioretti tiene al lavoro svolto da queste persone, rispetti la democrazia e dia le dimissioni. Che non sia l’arroganza politica di una sola persona a provocare una reazione negativa capace di buttare a mare tanto lavoro.
Questo è l’invito di uno che da qualche mese difende i risultati del lavoro svolto in Villa Montevecchio, questo è l’invito di un consigliere che si augura che tanti sacrifici non debbano essere gettati al vento per la cocciutaggine di una sola persona che oggi rappresenta se stesso, pochi suoi amici intimi, e che di certo non può permettersi di dichiarare sui giornali di essere “ super partes”.
Caro Paccioretti dimostra coi fatti di tenere alla fondazione Montevecchio consegna le Tue dimissioni.

Luca Macchi
Consigliere comunale del PDL

Considerazioni sull'avvio della procedura per il nuovo Piano di Governo del Territorio

Ho letto in questi giorni sugli organi di informazione locali vari interventi seguiti al riavvio, da parte della giunta Lega –PDL che regge l’amministrazione samaratese, del procedimento di approvazione del nuovo Piano di Governo del Territorio della nostra città.

In particolare voglio riprendere l’intervento del collega capogruppo dell’Italia dei Valori, Eliseo Sanfelice, che pur non concordando con la nostra decisione di abbandonare il PGT adottato da Solanti, riconosce come sia stato un grave errore degli amministratori di sinistra che ci hanno preceduto quello di non attuare un vero (e non solamente dichiarato/reclamizzato) confronto partecipato con i cittadini nel merito dell’impianto e delle scelte dello strumento urbanistico.

Noi come PDL pensiamo che il mancato confronto con la società e le istanze dei singoli, delle famiglie, del mondo delle professioni, una chiusura elitaria testarda e il costante rifiuto alla messa in discussione delle proprie tesi e progetti da parte dell’ex sindaco e della precedente maggioranza siano stati i motivi fondamentali che hanno portato alla stesura di un PGT non corrispondente alla esigenze della città.

Noi crediamo che sia stato corretto e opportuno, anzi doveroso, non approvarlo; l’approvazione, al contrario, sarebbe stato un errore gravissimo per le implicazione che il PGT pensato dall’attuale minoranza avrebbe avuto sullo sviluppo futuro della città e sulla vita dei nostri cittadini.

Noi crediamo che il piano di governo del territorio, per le sue implicazioni, debba essere il risultato del confronto democratico tra le varie anime della città e dei suoi cittadini: i forum, previsti per legge, con cui la precedente giunta ha pensato di raccogliere le esigenze si sono rivelati insufficienti in quanto informavano i cittadini su decisioni già prese in altra sede. Va compiuto uno sforzo ulteriore: il nostro tentativo deve essere quello di far partecipare il cittadino alla stesura raccogliendo il più possibile le istanze che la cittadinanza individua come prioritarie.

Ritengo che il nostro compito come PDL e come maggioranza debba essere quello di individuare dei nuovi strumenti agili per coinvolgere la cittadinanza.

In Commissione Urbanistica , ad agosto, nella prima e iniziale fase di discussione sulle linee guida per il nuovo PGT, su questa esigenza in molti ci siamo trovati d’accordo, e non solo nella maggioranza: ricordo e cito a titolo d’esempio gli interventi su tale tematica, oltre che del sottoscritto, anche del collega PDL Luca Macchi e del consigliere Pietro Bosello di Samarate Città Viva, in sostanziale concordanza su tale esigenza e necessità.

Si tratta ora di continuare con questo metodo e dare seguito a questi buoni propositi.

Noi stiamo lavorando per presentare al Consiglio, ultimo decisore della politica urbanistica, idee innovative che siano da un lato in linea (reale e non solo in forma burocratica) con il programma presentato dal sindaco e approvato dagli elettori, ma che siano altresì capaci di raccogliere spunti e punti di condivisione con chi pur all’opposizione ha idee interessanti ed esprime giudizi ed esigenze di assoluto buon senso, come quella sulla partecipazione espressa da Sanfelice, che mi ha dato l’occasione di esprimere queste considerazioni.

Massimo Cappellano

Capogruppo PDL Samarate

La nostra politica culturale

L’intervento del collega capogruppo dell’Italia dei Valori, Eliseo Sanfelice, sui temi delle politiche culturali nel nostro comune e dell’interazione tra i diversi soggetti pubblici (assessorato/giunta, Fondazione Montevecchio; Pro Loco) beneficiari e/o centri di spesa di denaro della collettività, merita certamente qualche commento. La nota, pur necessitando di essere depurata di alcuni tratti eccessivamente polemici e propagandistici, pone infatti alcuni interrogativi e questioni alle quali la nostra maggioranza e il nostro esecutivo devono dare risposte chiare e precise, liberando il campo da ambiguità e/o silenzi che servono soltanto a coprire le manchevolezze del passato e l’ attaccamento alla poltrona di soggetti che pensano di essere indispensabili, eccedendo in autostima, e che rimangono desiderosi di gestire pezzi di macchina comunale pur avendo perso le elezioni. In QUALUNQUE ESPERIENZA UMANA REALMENTE impegnata la dimensione politica discende naturalmente dalla dimensione culturale. Ecco perché la politica “culturale” della nostra maggioranza deve diventare sempre piu’ e meglio lo specchio di valori e scelte originali assunti e fatti propri con coscienza e responsabilità, non surrogati di altre e diverse impostazioni e ideologie, o piu’ banalmente, la stanca continuita’ con il passato.Tenere cio’ che è buono di chi ci ha preceduto è certamente segno di intelligenza e buon senso.Non puo’ essere un alibi per operazioni di potere e /o immobilismi.

Massimo Cappellano, capogruppo PDL Samarate

Riflessione su dimissioni dal gruppo consiliare di Tiziano Zocchi

Le dimissioni dal gruppo consiliare democratico del segretario cittadino del PD Tiziano Zocchi sono un fatto politico rilevante.
Con la scomparsa di qualsiasi esponente della ex margherita dal gruppo consiliare democratico sembra essersi conclusa anche la a dir poco breve e difficile esperienza samaratese di un PD espressione della sintesi degli ex comunisti poi diessini e degli ex cattocomunisti poi margheririni samaratesi.
Oggi il gruppo consiliare del PD e' tutto espressione o degli ex PCI, a partire dal suo capogruppo Solanti e dall'ex assessore Mazzucchelli, o degli ex PDS/DS.

DICHIARAZIONE DI VOTO DEL GRUPPO PDL CONSIGLIO COMUNALE DEL 3 GIUGNO 2010

di Massimo Cappellano, Capogruppo del PDL, sull'approvazione di delibera per la bocciatura del Piano di Governo del Territorio della passata ammistrazione a seguito dell'accoglimento di numerose osservazioni dei cittadini che hanno portato allo stravolgimento del PGT e l'impossibilità ad approvarlo se non reimpostandolo ex-novo.
Essendo appena stato eletto Consigliere Comunale non posso dire di aver vissuto tutto il percorso di questo contestato Piano Governo del Territorio.

Ho partecipato a molte riunioni dell’allora minoranza dove si ipotizzavano sviluppi e strategie per il mantenimento e per lo sviluppo di Samarate.

Sono stato promotore con altri amici della presentazione del piano a molti Cittadini , in modo da consentire a tutti di potersi fare una opinione e se lo desideravano di presentare osservazione per le loro problematiche personali, piuttosto che per i principi generali del PGT.

Mi sono impegnato durante la fase elettorale a comprendere l’impostazione di questo piano e mi sono rivolto per avere maggiori dettagli a tecnici e a amministratori che hanno maggiore esperienza di me.

Ho seguito il criterio di andare oltre la cerchia degli amici di partito, ho ascoltato anche persone che non fanno riferimento al PdL.

Debbo sinceramente dire che non ho nessuna difficoltà a dichiarare che voto e il PDL vota in modo fermo e compatto la delibera che ci è presentata questa sera.

Mi pare giusto argomentare questa decisone.
Il motivo tecnico è specificato in modo puntuale nella delibera.

La commissione urbanistica ha iniziato ad analizzare le osservazioni partendo da quelle più generali.
Il voto della commissione, che qui prendiamo atto, è stato di approvazione di quasi tutte le osservazioni.

Osservazioni che stravolgono in modo rilevante il PGT approvato.

Alcune lo scardinano alla sua base poiché richiedono la eliminazione della enormi e ingestibili aree di Trasformazione e la modalità con cui è stata individuata e pensata la costruzione della tangenziale esterna.
Percorso viario primario che rappresenta una spesa rilevante e che ci pare un doppione della nuova SS 341.
Strada così onerosa che non viene individuata come opera pubblica a carico del bilancio comunale ma che viene spezzettata in tante parti inserendola come urbanizzazione per i privati che dovrebbero costruirla.

Soluzione che potrebbe portare ad una edificazione parziale e pertanto ad una opera semi compiuta.

Alcune minano e mettono in dubbio i dati e i modi di calcolo degli abitanti e di conseguenza l’impostazione dei servizi e della pianificazione delle urbanizzazione.
Mancano conteggi e politiche dei servizi riferite alle singole frazioni , per le quali non è stato effettuato un conteggio reale degli abitanti e dei servizi necessari.

Ho e abbiamo poi dubbi seri e qualificati sulla modalità con cui è stata gestita la partita della perequazione , in particolare il mancato rispetto dei cittadini che da trenta anni hanno le aree a standard bloccate e se le sono trovate ancora oggi bloccate e senza nessun diritto.
Mentre altri hanno aree che erano agricole ed ora sono edificabili e perciò commerciabili anche se con valori non elevati.

Nutro e nutriamo dubbi, così come citato in alcune osservazioni, sulla sovrapposizione tra un disegno strategico (un piano che si farebbe se si farebbe in oltre venti anni) che diventa anche il disegno del quinquennio.

Nutro e nutriamo dubbi sul fatto che si sia fatto finta di coinvolgere i cittadini, i professionisti le attività economiche ma poi non si sia provveduto concretamente a definire un organismo stabile e permanente di confronto ma si sia utilizzata la soluzione minima prevista dalla legge, ovvero di 5/ 6 incontri pubblici di fatto pilotati ma soprattutto per i quali non si è tenuto nessun conto nell’azione amministrativa.

Abbiamo forti riserve per il sistema con cui non si sono coinvolti i Cittadini e con cui si sono escluse le forze politiche dalla gestione del processo decisionale.
Le forze politiche furono coinvolte solo alla fine del processo amministrativo.

Sono certo che le modalità di coinvolgimento e di confronto sono avvenute rispettando le norme minime e per cui in modo rispettoso della legge , ma sono e siamo convinti che tutto ciò che è avvenuto poteva essere fatto meglio, con maggiore disponibilità, maggiore coinvolgimento, maggiore certezza dei diritti dei coinvolti e una seria e qualificata partecipazione dei Cittadini, dei tecnici e delle attività economiche.
In altre parole con la definizione di un luogo certo di confronto.

In conclusione, circa questo aspetto, abbiamo ritenuto, anche sentendo pareri tecnici e legali anche dell’Ufficio Legale della Regione, che fosse impossibile modificare questo piano e approvarlo nei termini di legge.

Le modifiche sono così rilevanti da costringerebbero ad un processo di ridiscussione complesso e articolato. Troppo complesso e troppo articolato.

Pensiamo che per Samarate sia necessario dotare la città di un nuovo Piano di Governo del Territorio al più presto che tenga conto.
- la salvaguardia della tradizione Lombarda / locale dell’edilizia dei Centri Storici e dei servizi urbani di questa area, mantenendo se è possibile i premi volumetrici esistenti.
- Minor stravolgimento delle peculiarità edificatorie oggi esistenti, noi siamo una città orizzontale con proprietà singole e con altezze dei volumi massimo di tre piani (escluso poche eccezioni).
- Così come già affermato nel programma del Sindaco la non connurbazione del centro di Samarate con Cascina Sopra e San Macario.
- Di consumare meno aree possibili sui lati est ee ovest dell’odierno perimetro edificato
- Una maggiore attenzione ai piccoli proprietari evitando disegni urbanistici come quelli previsti da questo piano per le aree di trasformazione

Pensiamo, inoltre, che Samarate debba arrivare al nuovo PGT utilizzando un metodo più attento alla realtà locale e alle esperienze del territorio, ovvero:
- innanzitutto una più attiva, ordinata e istituzionalizzata partecipazione dei Cittadini e dei Tecnici locali.
- Un processo decisionale che coinvolga in modo formale le eccellenze locali nella fase degli indirizzi e della predisposizione delle bozze di piano, naturalmente evitando possibili incompatibilità.

Il PDL e la maggioranza votando questa delibera si assumono un impegno serio e gravoso sia urbanistico che di bilancio.

Per chiudere due parole sul problema bilancio.

Vorrei innanzitutto dire da Cittadino che trovo poco corretto e vessatorio che una semplice indicazione progettuale urbanistica, quale l’adozione del PGT (che non ha nessun valore immediato) , comporti il pagamento dell’ICI.
Mi pare anche poco opportuno utilizzare le possibili somme che originano da detta operazione per coprire buchi o necessità di bilancio.
Per assurdo qualche cittadino potrebbe immaginare il PGT, che stiamo bocciando , come un prodotto non di una esigenza pianificatoria ma bensì di una esigenza di rendita permanente per venti e oltre anni di entrate derivanti dall’ICI:

Chiedo scusa del tempo rubato ma ritenevamo opportuno spiegare a porre agli atti di questo Consiglio il ragionamento complessivo tecnico e politico, ma mi sia permesso dire , anche culturale che ci porta al voto favorevole della proposta all’OdG

APPELLO IN DIFESA DEI NEGOZIANTI DI VERGHERA

Ci risiamo ripartono i lavori in Piazza Volta a Verghera e di nuovo ripartono le lamentele dei commercianti, che giustamente sono sempre più preoccupati di cosa accadrà alle loro attività.
Pochi giorni fa ho ricevuto una telefonata di alcuni commercianti che mi chiedevano di mettermi in prima linea per sostenere la loro azione, ho risposto che non trovo giusto che i commercianti si facciano guidare dalla politica, perché così facendo da parte dell’amministrazione si otterrebbe un atteggiamento di chiusura.
Trovo giusto che i commercianti si uniscano, ma lo hanno già fatto da tempo, e continuino la loro azione di salvaguardia delle loro attività.
Trovo giusto però che la politica possa intervenire a sostegno di problematiche che condivide.

Solanti e la sua giunta, questa volta, devono capire in modo chiaro che non è la minoranza che ha aizzato i commercianti contro l’amministrazione (giustificazione che ha sempre addotto la sinistra nei confronti di ogni azione di contestazione o raccolta di firme dei cittadini), ma che i commercianti hanno cercato aiuto nella minoranza perché si sentono abbandonati dal Sindaco e dagli assessori comunali.

Sono sempre stato d’accordo con la posizione dei commercianti di via Mazzini, perché la soluzione progettuale voluta dall’amministrazione non tiene conto delle reali esigenze del mondo del commercio.
Posso condividere che non sempre è necessario il parcheggio sotto casa, e che si possono fare due-trecento metri per raggiungere i negozi, ma questo vale per le vie dello shopping delle città.
La situazione di Verghera è molto diversa, sono gli ultimi negozi che resistono allo strapotere dei centri commerciali ( contro i quali il
sottoscritto non ha nulla in contrario),mantenendo un servizio in città per i quali il passaggio e la sosta sono fattori che ancora incidono fortemente sui fatturati.

I commercianti non si sono opposti alla riqualificazione della piazza Volta, non si nono lamentati delle soluzioni progettuali che prevedono l’utilizzo del cemento in luogo dei materiali storici ( pietra o porfido), non si sono lamentati del fatto che in un “fazzoletto” di piazza l’amministrazione vuole inserire l’impossibile, per questo si è lamentata la minoranza, in modo particolare il sottoscritto denunciando le cattive scelte nelle assemblee pubbliche..
I commercianti hanno richiesto solo di capire le proprie esigenze che si limitano a prevedere qualche posto auto in più e a mantenere in vita una viabilità che non riduca il passaggio di automezzi, tradotto nella lingua commerciale che non riduca la possibilità di avere clienti, di conseguenza vendite, di conseguenza utili.
Leggo che l’assessore Carlucci e il Sindaco si sono resi disponibili ad un ulteriore confronto con i commercianti. Mi auguro che questo nuovo confronto possa essere diverso dall’ultimo o uno degli ultimi,svoltosi in contemporanea con una commissione comunale, dove all’ingresso del comune si sentiva solo le grida provenienti dall’ufficio del Sindaco.
Solanti vuole incontrare i commercianti? Bene metta almeno in preventivo la possibilità di rivedere il progetto della piazza ritrovando nuovi parcheggi e pensando ad una nuova viabilità.
Altrimenti lasci perdere d’incontrarli e prenderli in giro un’altra volta.
La verità è che anche questo progetto dell’amministrazione Solanti fa acqua, o meglio non è la scelta giusta al posto giusto.
La verità è che la Piazza Volta non è una piazza e la sua riqualificazione doveva passare da un restyling molto più snello.
Bisognava riordinare lo spazio verso l’asilo prevedendo una piccola area verde attrezzata, con una piccola piazzola pedonale in cui poter conversare.
In questo modo si sarebbero salvaguardati i posti auto ,anche se in minor numero, ma soprattutto si sarebbe potuto mantenere la viabilità esistente.

Così come verranno eseguiti i lavori invece, i cittadini di Verghera subiranno per decenni una viabilità che nessuno vuole, viabilità che dopo l’esecuzione dei lavori non potrà essere più modificata per le dimensioni delle strade stesse.
Anche se non sono più un consigliere di minoranza, (ma voglio ricordare che alle ultime elezioni ero il “consigliere anziano” , cioè quello che ha preso più voti di preferenza dai cittadini), voglio chiedere al Sindaco di sedersi al tavolo con i commercianti con un ottica diversa, quella che contempla la tanto denunciata partecipazione, tenendo in considerazione, per una volta, anche quello che dicono gli altri.
E’ per questo che chiedo ai consiglieri del mio partito (PDL) , ma anche a quelli della lega nord di porre attenzione a questo problema, non con le sole parole ma anche nei fatti.

E allora chiedo che PDL e LEGA NORD , che presto mi auguro possano diventare la nuova guida amministrativa del nostro comune, di resentare un ordine del giorno in consiglio comunale in favore dei commercianti di Verghera, che obblighi l’amministrazione di Samarate a ripensare al progetto, e considerato che per un anno i commercianti hanno e avranno minori entrate, di prevedere una riduzione per tre anni delle imposte comunali ad esempio la tassa sui rifiuti, promessa tra l’altro già fatto dal Sindaco, o da qualche suo assessore, ma mai mantenuta.

Penso che con un po' di buona volontà quanto propongo si possa ottenere, perciò mi auguro che da una parte i commercianti uniti e dall’altra il giusto sostegno della minoranza, possano far capire a Solanti , ma in modo particolare a chi della maggioranza ha già bocciato su tutti i fronti Solanti, che anche questo progetto “non sa da fare”.
E’ chiaro, che su questa problematica debba essere chiamato in causa colui che in questi giorni viene presentato come possibile candidato Sindaco della lista civica , Pietro Bosello, ma soprattutto gli assessori Bossi, Rigato, e i consiglieri Puricelli Stefano, Canziani. E’ da questi , che il sottoscritto, si aspetta una decisa presa di posizione nei confronti delle lamentele dei commercianti di Verghera.
Con l’auspicio che questa mio intervento possa essere il giusto sprono alla discussione ma in modo particolare alla soluzione del problema auguro a tutti buon lavoro.
Luca Macchi
Consigliere provinciale del PDL

Niente ha potuto fermare il cronoprogramma

Non slittano dunque i termini per presentare osservazioni al PGT adottato. Niente può fermare il cronoprogramma, questo dio del tempo che da qualche parte “ascoso a comun danno impera” (Leopardi); né il prossimo avvicinarsi delle festività natalizie, né la breve intesa che ha consentito lo svolgimento del consiglio comunale anche in assenza del numero legale da parte della maggioranza; quest’ultima, pur ringraziando per la partecipazione, non ha esitato a bocciare la mozione, forse con qualche imbarazzo, perché le elezioni si avvicinano e si deve pur dimostrare di aver fatto qualcosa agli avidi elettori, che - si sa - non lesinano critiche a chi governa.

E cosa c’è di meglio da presentare se non un piano regolatore nuovo di zecca: e pazienza se tanti cittadini non avranno la possibilità, in questo tempo di congiuntura, di recarsi agli uffici comunali per consultare le tavole e presentare opportune osservazioni sia nel proprio che nel generale interesse: del resto, il sito web del Comune non si perita di specificare il termine ultimo di presentazione né se dette osservazioni debbano essere presentate con la fatidica marca da bollo. “Così parò Zarathustra” e così si dovrà fare: mancano solo 97 giorni al voto!

Luciano Pozzi, Ermanno Venco
Gruppo consigliare PDL – Samarate

Samarate, 22 dicembre ’09

NEL PDL NIENTE MINESTRE SOLO UN MENU' RICCO, SAPORITO E MOLTO APPETITOSO

risposta di Luca Macchi all'articolo della Lega su VareseNews
Se ne facciamo una questione di cibo penso di essere autorizzato a parlare, come ho già detto anche ad altri sono una buona forchetta.
Quella “minestra pesante” alla quale gli amici della lega paragonano il PDL, ha solo ingredienti buoni direi ottimi, tant'è vero che da molti anni gli stessi ingredienti stanno insieme e la minestra non è mai diventata acida (a samarà sa dis brùsca).
Il segreto è nella terra ( gli amici della lega direbbero nelle tradizioni), una buona terra produce solo buoni frutti, e la terra da cui provengono i frutti del PDL è una terra ad origine controllata, ( a le la tera di nostar gent)
Gli ingredienti del PDL ( il sale, il peperoncino, ma anche lo zucchero e la carota) anche in questi anni di minoranza sono stati quelli che hanno permesso di tenere alto il livello del consiglio comunale, contrapponendosi spesso a molti ingredienti insipidi ( a Samarà sa dis “fatt”) presenti in altre minestre politiche samaratesi.
Gli amici della lega trovano troppo pesante la minestra del PDL, e suggeriscono di eliminare qualche ingrediente di troppo, mi sembra una richiesta inutile, il buon cuoco sceglie le giuste dosi dei suoi ingredienti, e nel PDL oggi ci sono due ottimi cuochi ( i coordinatori Venco e Gallazzi) che sapranno regolare gli ingredienti al punto giusto
D'altronde il problema esiste solo in quelle cucine dove gli ingredienti abbondano e ci si può permettere di sperimentare piatti nuovi (anche se il sottoscritto è più per i piatti tradizionali). Poi spesso succede che prima di andare in tavola, visto la non soddisfazione delle sperimentazioni ,si propone il menù di sempre (salam nustran, pulenta e bruscitt, e la turta da la nona,
tuta roba bona)
Se ognuno dovesse guardare nel piatto degli altri e richiedere di togliere questo o l'altro ingrediente, si correrebbe il rischio di restare solo col brodo, e sappiamo che con il solo brodo non si sta in piedi, correremmo il rischio di fare la fine che sta facendo il centro sinistra..
Allora la soluzione, invece di perdere tempo a guardarsi nel piatto, è quella che si possa insieme preparare un nuovo menù ( liste e programma) che piaccia alla gente, eventualmente anche arricchito con altri sapori o piatti (UDC) che
già in passato sono piaciuti ai cittadini di Samarate.
Penso che con un po di buona volontà prima di Natale potremo essere pronti a presentare un menù di ottima qualità e al nostro banchetto di fine marzo sono certo che vedremo partecipare la stragrande maggioranza dei cittadini samaratesi.

A proposito si dice in giro che a noi manca il “vino”, si sappia che nel PDL ci sono tre o quattro ottimi vini d'annata pronti ad essere stappati, se dovessimo decidere di portare anche il vino allora la minestra andrebbe di traverso non certo a noi del PDL.

Gli amici della lega possono stare certi che con gli ottimi cuochi del PDL, il menù natalizio sarà un grande menù, non perdano l'occasione di far condividere questa occasione veramente appetitosa anche ai loro cuochi.
L'obiettivo deve essere quello di tornare ad essere l'oste di Samarate per i prossimi 5 anni
Dimenticavo per il periodo 2010 e 2015, il PDL garantisce solo portate di qualità nella tradizione delle nostre origini.
Questo vuole solo essere una risposta culinaria, per le risposte serie e politiche sono certo che gli ottimi coordinatori del PDL saranno capaci di trovare i giusti accordi.

Buon appetito e con l'occasione Buon Natale a tutti i samaratesi
Luca Macchi ( consigliere provinciale del PDL)

Il fuggiasco

Articolo inviato a VareseNews di Stefano Cecchin, Vice Capogruppo PDL Samarate
Mancava la scena di lunedì 16 sera, allorchè il sindaco e i suoi consiglieri hanno disertato in blocco il consiglio comunale, per completare la meschina figura dimostrata in quasi cinque anni di vita istituzionale dalla maggioranza.

Quando infatti non e' stata muta e' stata assente.

Il timore persino di discutere il sancta sanctorum di Solanti, e cioe' il feudo dato in gestione al fidato Paccioretti,la fondazione Montevecchio, e' stato più forte della paura di fare una figuraccia istituzionale prima ancora che politica.

Il primo a fare la figuraccia e’ stato il sindaco pro tempore, il quale neppure facendosi trovare in aula, ha dato la cifra del suo essere “istituzionale”; era , è e rimane un partigiano secondo il senso più deteriore del termine.

E il secondo a fare questa figuraccia istituzionale e' stato il presidente del consiglio comunale Resmini, pronto a convocare solo qualche giorno prima per il Piano di Governo del territorio l’assemblea civica quattro sere e mattine di seguito in prima e seconda convocazione, pur di non alterare l’umore del noto signore pro tempore e non contraddire i suoi capricci; quando invece si è trattato delle richieste provenienti dalle opposizioni ha scelto di procedere con una convocazione monca della "seconda chiamata”, così da garantire la tranquillità della sinistra.

La Montevecchio, così come il possibile buco di 400mila euro di ici, le mozioni sui crocefissi, le interrogazioni sui buchi neri dell'amministrazione, sicurezza e vandalismi innanzitutto; tutti argomenti poco digeribili per gli alzatori di mano a comando e per chi li guida. In mancanza di risposte e di coraggio, meglio rimandare.

O meglio parlarne nel chiuso di qualche stanza con fidati seguaci o con i finti oppositori che ormai stanno venendo allo scoperto.

Lunedì 16 novembre probabilmente il sindaco è stato impegnato a scrivere il fervorino che mi ha voluto propinare (e propinare ai lettori) tramite la sua nota di ieri. Lo ringrazio della considerazione mostrata nei miei riguardi: non capita infatti tutti i giorni che un semplice consigliere comunale diventi oggetto di una così continuativa e virulenta critica da parte del primo cittadino.

Segno forse che il mio lavoro di opposizione va abitualmente a toccare tasti sensibili e nervi scoperti.

Circa le fantasiose accuse di scompostezza, dileggio e diffamazione non posso che sorridere; ho di fronte infatti un maestro che è stato persino capace, tanto per fare un esempio in sintonia con il periodo natalizio, di organizzare- con raro sensibilità istituzionale - un presepe blasfemo nella principale piazza del comune al fine di fare dispetto alla maggioranza che lo aveva preceduto!

Ci vuole la pazienza di Giobbe per non rispondere alla ipocrisia di chi si richiama a “una certa scuola ma credo non ancora superata”, per cui “vale la regola del gioco democratico, antica quanto la democrazia: massima libertà nella rampogna, nella censura, nella manipolazione dei giudizi politici, ma anche massimo doveroso rispetto”.

Non sono forse questi tempi di grande e alta politica; almeno ci sia risparmiato il ridicolo e l’assurdo che offende l’intelligenza. Padri nobili e scuole antiche – quand’anche, e non è così scontato, fossero presenti nel suo caso – non vengano scomodati da chi non ha titoli per farlo.

Infine, mi sia permesso concludere ribadendo come l’articolo sul PGT di Samarate pubblicato nei giorni scorsi sia espressione del giudizio politico del gruppo consiliare del PDL di Samarate;un giudizio puntuale letto e messo a verbale del Consiglio.comunale.

Ho letto a tal proposito elucubrazioni del sindaco, dei suoi seguaci o di altri che lasciano il tempo che trovano e non cambiano la realtà dei fatti; ai fini sostanziali rimangono affermazioni fatue e come tali meritano di essere trattate.

Stefano Cecchin
Componente direttivo cittadino PDL Samarate
Vice Capogruppo PDL Samarate

IL CAPOMASTRO E LA MAGUTT COLPISCONO ANCORA

CONSIDERAZIONI DEL GRUPPO CONSILIARE DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ DI SAMARATE IN MERITO AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO PRESENTATO DALLA GIUNTA SOLANTI

AST (Ambiti di trasformazione territoriale) : 48 interventi : 800.000 mq di territorio destinato alla edificazione (vecchi Piani di lottizzazione).

A questi sono legati 150.000 mq di territorio da destinare ai servizi, principalmente parchi.

Il rapporto utente (in questo termine sono compresi i cittadini e gli utenti derivanti dagli insediamenti industriali e commerciali) - servizi è di 33 mq / utente ( in luogo dei 18 minimi indicati dalla legge regionale).
La maggior parte di questi servizi è concentrato nel verde (che andrà anche mantenuto - taglio dell’erba, potatura delle piante etc).

E’ sostenibile da un punto di vista del bilancio??

Perequazione: è stato inserito nel PGT il concetto della perequazione, peraltro reso obbligatorio dalla legge, per cui i proprietari di terreni destinati a servizi verranno adeguatamente indennizzati.

In teoria il loro terreno dovrebbe valere tanto quanto quello degli AST, però non sono previsti reali metodi di programmazione del trasferimento dei terreni per i servizi al Comune.

Probabilmente quello che succederà sarà la realizzazione del piano a macchia di leopardo, ovvero in modo da non riuscire a concludere bene alcun intervento se non in tempi molto lunghi.

Nuovi residenti; vengono ipotizzati dal piano circa 3.500 nuovi residenti (2600 negli AST residenziali, 750 circa nei PII già approvati ma non ancora realizzati, 150 circa nelle aree di compensazione legate agli AST).

Non è stata considerato l’aumento di popolazione derivante dalla costruzione nella parte di territorio già urbanizzata (centri storici – ex aree B1-B2 ect).

Il tasso di crescita attuale della popolazione di Samarate è di 600 abitanti ogni 10 anni, a questo ritmo il PGT verrà esaurito in 50 anni!

A fronte di un aumento così rilevante di popolazione non sono ipotizzati incrementi di alcune strutture e infrastrutture sociali, in particolare quelle scolastiche (la criticità del punto è rilevata anche dagli stessi tecnici), oltre che fognature, parcheggi, etc.

La giunta Solanti, (abbagliata dal sole che andrà a prendere nel parco), si è (volutamente) dimenticata delle scuole.

ICI : è la parte meno trasparente del piano.

Gli AST e persino gli “STANDARD” (in quanto soggetti a perequazione) saranno soggetti al pagamento dell’ICI subito dopo l’approvazione del piano.

In buona sostanza i proprietari dei terreni AST e STANDARD cominceranno a pagare l’ICI e continueranno a pagare fini a quando riusciranno a vendere.

E’ ipotizzabile che i primi interventi che partiranno saranno quelli a monopoprietà o con pochi proprietari coinvolti; per gli interventi con molti proprietari coinvolti si possono ipotizzare tempi lunghi e dunque molti anni di pagamenti.

Centro storico: la soluzione ipotizzata è “ognuno si faccia i fatti suoi”.

Viene consentita la manutenzione anche straordinaria di qualunque pezzetto di centro storico senza “spingere” sull’utilizzazione di interventi di tipo coerente (piani di recupero).

In questo modo si abbandona di fatto la possibilità di ridisegnare il Centro storico inserendo quei servizi che oggi mancano (parcheggi, ect); in compenso sono stati aggiunti vincoli “paesaggistici” (quale ad esmpio la scelta di lasciare aperti e non recuperati dal punto di vista residenziale,quelle che erano le cascine e i fienili) che probabilmente freneranno il recupero del centro storico.

Viabilità : è previsto l’asse infrastrutturale.

Al di là del giudizio tecnico sull’utilità e sulla funzionalità, l’asse sarà come la tangenziale di Samarate ipotizzata 30 anni fa: bella e interessante, certamente! Peccato che nessuno è stato capace di farla! (“poi quando si fa avanti qualcun altro per realizzarla, ma come la vuole lui, sono tutti contrari perché bisogna tirare giù un po’ di piante”).

Ex aree “Standard”: una gran parte è stata liberalizzata, (ovvero resa costruibile con licenza semplice), mentre qualcuna è stata inserita negli AST (con gli obblighi derivanti da un piano di trasformazione), e qualcun’altra è stata confermata.

C’è qualche area ex standard resa libera pur avendo una superficie di 3 / 4000 mq.

Probabilmente sarebbe stato più giusto farne un AST in modo da poter programmare i servizi necessari (parcheggi ect), anche per aree di queste dimensioni, ma non è stato calcolato l’incremento ipotetico di popolazione residente.

Piano delle regole: è l’insieme delle norme che valgono nei terreni già urbanizzati, (ex aree B1 B2 ect).

L’assessore Cioffi aveva presentato il piano come in continuità con il precedente PRG.
L’incontro (tardivo) con professionisti ha evidenziato come invece erano state introdotte norme e regolamenti tali da bloccare quasi completamente ogni intervento edilizio (es. fare un balcone, una lavanderia, un sottotetto……non un palazzo di 20 piani!!).

In buona sostanza, l’assessore non sapeva nemmeno cosa i tecnici incaricati avevano fatto.

VAS e pareri relativi: ai pareri ricevuti l’Amministrazione ha risposto “vedremo”; in particolare questa risposta e’ stata data alla Provincia che ha mandato un fior di parere.

La Provincia imputa al PGT un eccessivo consumo di suolo, un eccessivo consumo di suolo agricolo e una previsione eccesiva riguardo all’aumento dei residenti.

Le risposte sono ovviamente di conferma di quanto nel PGT portando un po’ di argomentazioni discutibili.

Conclusione:
Il PGT di Solanti si presenta come:

  • un lavoro raffazzonato e poco trasparente che prevede nuovi e maggiori vincoli sulle proprietà dei cittadini e un piano viario improponibile volto solo a congestionare di traffico e di centri commerciali la nostra città;
  • un piano che erode il territorio e intacca intere zone verdi attualmente indisponibili, attraverso la cementificazione;
  • un piano pieno di vincoli, che presenta un crescita di oltre il 50% delle aree a standard;
  • un piano irrealistico, con una previsione di incremento della popolazione fino a 25.000 unità, in cinque anni!;
  • un piano fantasioso, che mette a carico dell’amministrazione opere di interesse pubblico per oltre 24 milioni di euro sempre nei prossimi cinque anni, senza indicare dove verranno trovate le risorse economiche;
  • un piano che favorisce interessi forti, in quanto non incentiva per nulla l’azione dei singoli e delle famiglie in risposta alle loro esigenze abitative(le residenze a concessione singola sono una tipologia dimenticata), ma al contrario opera una scelta a favore di investimenti complessi e rilevanti (è favorita la tipologia di investimento rilevante sostenibile solo da società e cooperative etc.).
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